Rafael Teixeira e le ambizioni scudetto in Belgio

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Updated: settembre 15, 2014
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Nuova intervista e ancora una volta abbiamo sondato all’estero, esattamente in Belgio, dove abbiamo scambiato alcune battute con Rafael Teixeira, giocatore italo brasiliano con un lungo curriculum in Italia. Classe 1983, nato a Sao Mateus, in Brasile, nello stato dell’Espirito Santo, centrale difensivo, all’occorrenza laterale, Rafael è approdato in Italia non ancora ventenne per giocare nelle squadre di Lazio, Roma, Nepi, Cinecittà, Pro Scicli, Sport Five Putignano, Verona e Civis Colleferro. Quindi nel 2012 l’approdo in Belgio, allo Charleroi 21. L’ultima stagione Rafael l’ha giocata nel Halle-Gooik, dove è stato confermato. La squadra mira allo scudetto, infatti già alla prima giornata è arrivato il successo per 5-3 sull’Anversa.

Ciao Rafael! Tu hai giocato per tanti anni in Italia, poi hai avuto una proposta in Belgio dove hai giocato nel club più titolato, lo Charleroi 21, già campione d’Europa, ed ora nell’ambizioso Halle-Gooik. Come è stata finora la tua esperienza e qual è il livello attuale del futsal belga?
Rafael Teixeira:
Dopo ben dieci stagioni in Italia, Rosario Persichetti, allenatore di origine molisana, all’epoca alla guida del Charleroi 21, mi ha convinto a trasferirmi in Belgio. Nella prima stagione, insieme ad altri giocatori che hanno militato in Italia, come Thiago Costa, Matheus de Lima, Marcel Simon e Aldo Redivo, abbiamo sfiorato le semifinali scudetto. Quindi c’é stata la chiamata del Halle-Gooik, squadra dove giocherò per la seconda stagione consecutiva. In Belgio il campionato è molto meno fisico che in Italia e la Serie A (Division 1, n.d.r.) è composta da 12 squadre che però fanno due “campionati” a parte: le prime 6/7, più forti, sono di livello paragonabile ad una Serie A2 italiana “a vincere” oppure una Serie A da nono/decimo posto, mentre le restanti altre possono essere considerate come delle buone squadre da campionato di serie B italiana.
In Italia, invece, hai vinto alcuni titoli e campionati. Qual è comunque l’esperienza più bella che ricordi maggiormente?
Rafael Teixeira:Sinceramente è molto difficile dire qual è stata l’esperienza più bella. Ogni titolo e conquista ha un sapore speciale, però la Coppa Italia vinta con il Nepi di Fulvio Colini forse ha un qualcosa in più, visto che siamo stati la grande sorpresa di quella Final Eight giocata a Conversano nel 2005, superando squadre di primo livello, come Roma, Perugia ed Arzignano. Comunque, anche le conquiste con la Lazio, il Cinecittà, lo Scicli e la prima convocazione nella Nazionale azzurra sono stati momenti indimenticabili.
La vostra squadra si è molto rinforzata. Sono arrivati in estate giocatori importanti, come i nazionali Karim Chaibai, Dahbi Reda, Valentin Dujacquier e Omar Rahou. Con questa squadra potete ambire allo scudetto! Che ne pensi?
Rafael Teixeira: Con l’arrivo dei quattro giocatori da te nominati, ora possiamo contare in squadra ben otto nazionali, cioè giocatori che fanno parte del giro della nazionale belga. Lo scorso campionato siamo arrivati in semifinale, sia in campionato, sia in Coppa. Un ottimo risultato per una neopromossa. Quest’anno, ovviamente, con questi acquisti la società non si nasconde e punta a fare meglio dell’anno scorso. Siamo tra le favorite, però ci sono anche altre squadre che si sono rinforzate e possono ambire alla vittoria finale, come Anversa, Chatelineau (diventato Futsal Team Charleroi) e lo stesso Charleroi 21.
Che cosa ti manca di più dell’Italia?
Rafael Teixeira: Torneresti per un progetto serio e importante? Quanto mi manca l’Italia! Anche le cose più semplici, dopo un terzo della mia vita vissuto nella penisola. Mi manca, eccome, anche un cappuccino ed un cornetto presi al bar. Mio figlio è nato a Verona mentre anche a mia moglie manca tantissimo l’Italia. L’Italia e gli italiani ci hanno dato tantissimo e di questo saremo eternamente grati. Ovviamente tutto può accadere e cambiare da un giorno all’altro, però oggi non vedo tante possibilità di tornare, infatti dovrei firmare un contratto di altri tre anni con l’Halle-Gooik e, se tutto va per il verso giusto, vorrei portarlo a termine. Certamente, come detto prima, tutto può succedere, l’Italia la sento come casa mia.

Francesco Dell’Orco